Note al capitolo Tre.

(1).  Confronta  Iliade, quindicesimo, 410-413.  Il  Monti  traduce
questo  concetto  di  sopha con l'espressione "fabbro  da  Minerva
istrutto"  (v. 505) dove quel fabbro (faber) evidenzia  in  maniera
inequivocabile  la  distanza  tra  questa  sapienza  e  quella  dei
filosofi.

(2). Confronta Iliade, primo, versi 69-73.

(3).  Diogene Laerzio, Vite dei filosofi, primo, 13. Questo  elenco
fin dall'antichit conobbe una serie di varianti; lo stesso Diogene
Laerzio  ricorda  che ad esso possono essere aggiunti  Anacarsi  lo
Scita,  Misone  di  Chene, Ferecide di Siro,  Epimenide  di  Creta,
Pisistrato il Tiranno.

(4).  Domina il piacere - Sii avido di ascoltare e non di cianciare
(Cleobulo);  Fuggi il piacere che genera afflizione -  Occupati  di
cose oneste (Solone); Conosci te stesso - Scegli il danno piuttosto
che  un guadagno turpe (Chilone); Non arricchirti in modo disonesto
-  Cosa dannosa  l'intemperanza (Talete); Il guadagno non sazia  -
Conosci  ci  che  opportuno (Pittaco); Ottieni con la persuasione
non  con  la  violenza - Pensa a ci che hai fatto - Ascolta  molto
(Biante);  I  piaceri sono mortali, le virt  immortali  -  Se  hai
successo  sii  misurato, se hai insuccesso sii saggio  (Periandro).
Confronta  I  Sette  Sapienti, frammento  3,  in  G.Giannantoni,  I
presocratici, Laterza, Bari, 1990 4, pagine 73-76.

(5).  Tuttavia  l'immagine  sembra nata proprio  in  riferimento  a
Talete che, intento a contemplare gli astri, cadde in una buca; una
vecchia  richiamata  dai suoi lamenti gli  avrebbe  detto:  "Tu,  o
Talete,  non  sai vedere le cose che sono tra i piedi  e  credi  di
poter conoscere le cose celesti?" (confronta Diogene Laerzio, opera
citata, primo, 34).

(6).  Non  a  caso,  secondo la testimonianza di  Diogene  Laerzio,
Dicearco  (quarto secolo avanti Cristo, nato a Messina e vissuto  a
Atene  presso Aristotele) sostiene che "essi non furono n sapienti
n  filosofi,  ma uomini esperti e legislatori" (confronta  Diogene
Laerzio, opera citata, primo, 40).

(7). Vedi capitolo Due, 4, pagina 35.

(8). Protagora, frammento 1.

(9).  Protagora,  frammento 4. Con "oscurit"  tradotto  il  greco
adeltes, che indica ci che non cade sotto i sensi e di cui non si
pu avere esperienza diretta.

(10).  Diogene Laerzio ricorda molte testimonianze secondo le quali
la  Repubblica  di  Platone  "si trova scritta  quasi  tutta  nelle
Antilogie  di Protagora" (confronta Diogene Laerzio, opera  citata,
terzo,  37  e  terzo, 57 in cui sono indicate le  testimonianze  di
Eufrione,  Panezio - secondo secolo avanti Cristo -, Aristosseno  -
quarto  secolo  avanti  Cristo - e Favorino - primo-secondo  secolo
dopo  Cristo -). Vedremo pi avanti (capitolo Cinque, pagine 90-94)
che  la  Politia  ("Repubblica") di Platone  un'opera  di  grande
importanza  anche per la teoria della conoscenza; qui  sufficiente
anticipare che - come risulta con evidenza dal titolo - in  essa  
affrontato  il problema dell'organizzazione politica  dello  stato,
che, al tempo di Platone come a quello dei sofisti, coincideva  con
la citt-stato: la plis.

(11). Protagora, frammento 3.

(12). Protagora, frammento A 5 = Platone, Protagora, 318 a.

(13). Protagora, frammento A 5 = Platone, Protagora, 318 e.

(14). Protagora, frammento A 5 = Platone, Protagora, 319 a.

(15).  Protagora, frammento A 4. Apuleio di Madaura (secondo secolo
dopo  Cristo),  famoso  per  il romanzo  Le  Metamorfosi  ("L'asino
d'oro")  e per la sua Apologia (autodifesa nel processo in cui  era
accusato di magia), coltiv le scienze filosofiche, l'astronomia  e
le  scienze  naturali; recatosi a Roma, esercit la professione  di
avvocato.   Di  lui  restano,  fra  le  altre  opere,  i   Florida,
un'antologia  di  discorsi  da  cui    tratto  il  riferimento   a
Protagora.

(16). Protagora, frammento A 8 = Platone, Menesseno, 91 d.

(17).  Sesto  Empirico  (180-220 dopo Cristo),  medico  e  filosofo
greco,  visse  ad Alessandria, Atene e Roma. Delle  sue  opere,  di
impostazione  scettica, ci sono pervenuti gli  Schizzi  pirroniani,
una critica alle filosofie che egli ritiene "dogmatiche", prima fra
tutte  quella  degli stoici; questa critica  ripresa  anche  nello
scritto  Contro i dogmatici; l'opera Contro i matematici  (Adversus
mathematicos) rappresenta una accusa articolata alle arti  liberali
(grammatica,   retorica,  aritmetica  e  geometria,  astronomia   e
musica).

(18).  La  dimostrazione si trova in Gorgia, frammento  3  =  Sesto
Empirico, Adversus mathematicos, settimo, 65-87.

(19). Platone, Menone, 71e-72a (i corsivi sono nostri). Menone,  il
protagonista   dell'omonimo   dialogo   platonico   dedicato   alla
discussione sulla virt, proveniva dalla Tessaglia e fu allievo  di
Gorgia.

(20).  Numerosissime sono le vicende di questo eroe, cui  anche  lo
storico Plutarco ha dedicato una delle sue Vite. Sicuramente la pi
nota  l'uccisione del Minotauro, il mostruoso figlio di Minosse re
di Creta, al quale ogni nove anni gli Ateniesi dovevano sacrificare
sette fanciulli e sette fanciulle.

(21).  Edipo,  abbandonato in fasce dai genitori  per  evitare  una
tremenda  profezia,  fu salvato da un pastore  e,  fattosi  adulto,
torn  in  patria, a Tebe, dove, senza sapere chi  fossero  i  suoi
genitori, uccise il padre Laio e spos la madre Giocasta.

(22).  Elena,  moglie di Menelao, fu data in premio da  Afrodite  a
Paride,  figlio  di  Priamo re di Troia, per essere  stata  da  lui
prescelta in una gara di bellezza cui partecipavano Era e  Minerva.
Come    noto,  il  "rapimento" di  Elena  da  parte  di  Paride  
all'origine della guerra di Troia.

(23). Gorgia, frammento 11 (Encomio di Elena, 21).

(24).  F.  Adorno, La filosofia antica, Feltrinelli, Milano,  1968,
volume primo, pagina 107.

(25). Ibidem.

(26).  Cos  la definisce Platone (Eutidemo, 272 a). La  sofistica,
agli   occhi   di   Platone,   doveva   considerarsi   chiusa   con
l'insegnamento  di  Socrate, mentre proprio alcuni  "socratici"  la
fecero rivivere nel corso del quarto secolo. Vedi capitolo Quattro,
3, pagine 75-78.

(27).  Questo aspetto del pensiero di Prodico, che non    presente
nei  frammenti Diels-Kranz, si pu ricavare, secondo F. Adorno,  da
un passo delle Leggi di Platone (888 e-890 a) in cui esisterebbe un
riferimento implicito a Prodico. Adorno per questa attribuzione  fa
riferimento  al  saggio di S. Zeppi, Un passo delle  "Leggi"  e  la
filosofia   di   Prodico  in  "Rivista  critica  di  storia   della
filosofia", 1955, pagine 213-223. Confronta F. Adorno, La filosofia
antica,  citato, volume primo, pagine 108-109; confronta  anche  F.
Adorno  (a  cura di), I sofisti e Socrate, Loescher, Torino,  1962,
pagine XXVII-XXIX e pagine 68-70.

(28). Prodico, frammento A 17 = Platone, Lachete, 197 d.

(29).  Ippia,  frammento  C  1  = Platone,  Protagora,  337  c.  Il
contrasto tra phy'sis e nmos  rappresentato in maniera drammatica
nell'Antigone, la tragedia di Sofocle (495-406 avanti Cristo) messa
in  scena  per  la prima volta in Atene nel 442 avanti  Cristo  Nel
corso della guerra dei Sette contro Tebe, i due fratelli Eteocle  e
Polinice  si trovano a combattere l'uno contro l'altro e  si  danno
reciprocamente  la  morte  in battaglia; a  Tebe  viveva  Antigone,
sorella  dei  due,  e  regnava Creonte, loro zio.  Creonte  decret
solenni  funerali per Eteocle, che aveva combattuto nelle file  dei
Tebani,  e  viet  la sepoltura di Polinice, che si  era  schierato
contro la propria patria. Antigone, spinta dal naturale amore per i
fratelli,  non  rispett l'ordine del re, la legge della  citt,  e
sparse  sul cadavere di Polinice una manciata di polvere, compiendo
un  gesto  simbolico  per assolvere al "dovere"  di  seppellire  il
fratello.  Creonte  condann  a  morte  Antigone,  che,  una  volta
rinchiusa  in  prigione, si suicid, dando inizio a  una  serie  di
ulteriori drammatiche morti all'interno della sua famiglia.

(30).  Confronta M. Isnardi Parente, Sofistica e democrazia antica,
Sansoni, Firenze, 1977, pagina 15.

(31). Prodico, frammento 5.

(32). Confronta Crizia, frammento 25.

(33).   A.  H.  Armstrong,  Introduzione  alla  filosofia   antica,
traduzione  di V. Meloni De Vio, Il Mulino, Bologna,  1983,  pagina
37.

(34).  Protagora,  frammento A 1 = Diogene Laerzio,  opera  citata,
nono, 50-56.

(35).  Joseph  Paul  Goebbels, ministro nazista  della  propaganda,
organizz  il  10  giugno  1933, davanti al  Teatro  dell'Opera  di
Berlino, un grande rogo di "libri malefici".

(36). Gorgia, frammento A 7 = Cicerone, De oratore, terzo, 32, 129.

